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Tharros, le rovine: viaggio nella città antica affacciata sul Mediterraneo

Sardegna Centro Ovest – Oristano

Visitare Tharros significa immergersi in una delle aree archeologiche più affascinanti della Sardegna e dell’intero Mediterraneo. Le sue rovine, adagiate su una scenografia naturale straordinaria tra il mare del Sinis e il promontorio di Capo San Marco, raccontano oltre duemila anni di storia, stratificazioni culturali e civiltà che hanno lasciato un segno profondo nel paesaggio e nell’identità dell’isola.

Situata a San Giovanni di Sinis, nel territorio di Cabras, Tharros è un luogo in cui il tempo sembra sospeso: ogni pietra, ogni strada lastricata, ogni resto archeologico restituisce frammenti di un passato che continua ancora oggi a essere studiato e reinterpretato.

Tharros, una scenografia dal fascino senza tempo

Le rovine di Tharros colpiscono fin dal primo sguardo. L’atmosfera è unica: il silenzio, il vento che arriva dal mare, la luce che cambia durante la giornata rendono la visita un’esperienza intensa e suggestiva. Qui si scoprono i resti di una città fondata in epoca fenicio-punica, a partire dall’VIII secolo a.C., e sviluppatasi poi sotto il dominio romano.

Gran parte delle strutture oggi visibili appartengono proprio alla fase romana, quando Tharros divenne un centro urbano organizzato e prospero. Tra gli elementi più emblematici spicca il Cardo Maximus, l’antica arteria principale della città: una strada lastricata in basalto, dotata di canali di scolo perfettamente conservati, che ancora oggi guida il visitatore nel cuore dell’insediamento.

Dal Sinis fenicio a città fiorente del Mediterraneo

Il legame tra Tharros e il Sinis è indissolubile. Grazie alle sue caratteristiche morfologiche e naturali, questa penisola attirò fin dall’antichità colonizzatori e mercanti. Il territorio era ideale per l’agricoltura, l’allevamento e, un tempo, anche per la caccia nei boschi circostanti. Ma soprattutto, la posizione strategica lungo la costa occidentale della Sardegna rese il Sinis un nodo fondamentale nei traffici del Mediterraneo.

A partire dal IX secolo a.C., Fenici e commercianti provenienti da diverse aree del Mediterraneo iniziarono a frequentare queste coste, scambiando prodotti artigianali di pregio con le risorse agricole e minerarie delle comunità nuragiche. In questo contesto nacque Tharros, inizialmente come avamposto commerciale, destinato però a diventare nel giro di pochi decenni una città ricca e fiorente, capoluogo dell’area del Campidano settentrionale.

Tharros punica e romana: crescita, potere e trasformazioni

Con l’affermazione di Cartagine, Tharros entrò stabilmente nell’orbita punica e accrebbe ulteriormente la sua importanza, soprattutto per la forte vocazione agricola promossa dai Cartaginesi. Dopo oltre due secoli di dominazione punica, nel 238 a.C. la città passò sotto il controllo romano, probabilmente senza scontri violenti.

L’epoca romana segnò una nuova fase di sviluppo economico e urbano: Tharros divenne prima municipio e poi colonia, dotandosi di infrastrutture moderne come terme, strade, fognature e strutture portuali potenziate. I ritrovamenti archeologici testimoniano intensi scambi commerciali: manufatti prodotti a Tharros sono stati rinvenuti in molte regioni del Mediterraneo, così come oggetti provenienti da Etruria, Grecia, Spagna ed Egitto sono arrivati in città.

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Templi, necropoli e quartieri abitativi

Passeggiando tra le rovine si incontrano alcuni dei luoghi più significativi della città antica. Attraverso il Cardo Maximus si raggiungono il tempio di Demetra e Kore e il tophet punico, area sacra destinata ai sacrifici rituali, situata nei pressi delle imponenti mura puniche, spesse circa sei metri.

Sono ben riconoscibili anche le aree funerarie, come la necropoli romana di età imperiale, caratterizzata da tombe a sarcofago e tombe a cupa. Nel settore centrale degli scavi si può osservare il castellum aquae, un grande serbatoio per la raccolta dell’acqua piovana, risalente al II-III secolo a.C.

Numerose sono inoltre le case punico-romane, le tabernae (botteghe) e il celebre tempio punico delle semicolonne, un unicum nel panorama archeologico mediterraneo: scavato nella roccia, dotato di cisterna e successivamente inglobato da un tempio romano, rappresenta uno dei simboli più affascinanti di Tharros.

Dalla cristianizzazione all’abbandono

Con il declino dell’Impero Romano, Tharros attraversò nuove fasi storiche: l’arrivo dei Vandali, la diffusione del cristianesimo, testimoniata dalla presenza di un vescovo di Tharros già nel V secolo, e successivamente la riconquista bizantina. Tuttavia, a partire dall’Alto Medioevo, le continue incursioni piratesche segnarono profondamente la città.

Progressivamente, Tharros perse la sua funzione commerciale per trasformarsi in un centro difensivo, fino all’abbandono definitivo intorno all’XI secolo, quando gli abitanti si trasferirono nell’entroterra, dando origine allo sviluppo di Oristano.

Un sito archeologico ancora “vivo”

Oggi Tharros è un sito archeologico vivo, che continua a offrire nuovi spunti di studio e di ricerca. Gli scavi e le indagini restituiscono continuamente informazioni preziose, contribuendo a ridefinire la storia della città e del Sinis.

Visitare Tharros significa fare un vero e proprio tuffo nella storia antica della Sardegna, in un luogo dove archeologia, paesaggio e mare si fondono in un’esperienza unica.

Tharros non è solo un insieme di rovine: è una città che continua a raccontare la sua storia, strato dopo strato, a chiunque scelga di ascoltarla.

Dove si trova: San Giovanni di Sinis, vicino a Cabras

Distanza da Cagliari: circa 120 km

 

Periodo di abitazione: dall’VIII secolo a.C. fino all’XI secolo

Perché visitarla: uno dei siti archeologici più importanti e suggestivi del Mediterraneo

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